Firenze, novembre 1944. C’è poco da celebrare e molto da spalare. I ponti sono cicatrici, il centro è un labirinto di macerie e la gente ha fame di tutto, soprattutto di normalità. In questo scenario, un gruppo di costruttori fiorentini decide che è arrivato il momento di rimboccarsi le maniche, oltre che limitarsi a contare i danni.
La Sezione Edile dell’Associazione Industriali di Firenze vide la luce il 22 novembre, quando l’eco delle bombe era ancora nell’aria. Erano uomini pratici, abituati a trattare con la gravità e con il cemento. Sapevano che per rimettere in piedi Firenze serviva un’organizzazione in grado di governare il caos. Le trovarono casa nel Palazzo di Valfonda, edificio cinquecentesco a due passi dalla stazione di Santa Maria Novella che dal dopoguerra ospita l’associazione territoriale di Confindustria – oggi Confindustria Toscana Centro e Nord – e con essa, appunto, la sezione edile.
I pionieri
Quella fiorentina è stata un’avanguardia, cronache alla mano. Palermo aveva già rotto il ghiaccio nel gennaio del ’44, dopo che lo sbarco alleato in Sicilia aveva riportato l’isola sotto un’amministrazione civile. Firenze seguì a ruota, precedendo i colleghi di Milano che avrebbero dovuto aspettare la liberazione del Nord per riorganizzarsi. Gruppi di pionieri che anticiparono i tempi e la politica romana, costituendo l’ossatura che nel maggio 1946 avrebbe dato vita all’ANCE nazionale.
Se oggi Firenze sceglie di far coincidere la sua festa con l’ottantesimo della “casa madre”, lo fa per sottolineare un valore sempre attuale e cioè la forza del sistema: un’associazione territoriale senza un network nazionale è un presidio isolato, un sistema nazionale senza radicamento locale è un ufficio senza finestre. Festeggiamo insieme perché, pur nati prima, siamo diventati grandi insieme.
Dalla solidarietà al diritto
La storia di ANCE Firenze è una timeline che lascai poco spazio alla retorica. Negli anni ‘40 i primi contratti collettivi parlavano già timidamente di accantonamenti per le ferie. Ma fu alla fine del decennio successivo che la Cassa Edile di Firenze assunse la sua forma moderna e strutturata. Fu un cambio di passo: il sistema abbandonava la veste incerta del mutuo soccorso per indossare quella solida della protezione contrattuale.
Un cantiere aperto
- 22 novembre 1944 | Fondazione di ANCE Firenze come Sezione Edile degli Industriali. La ricostruzione parte dal territorio mentre il Nord è ancora occupato.
- Maggio 1946 | Il 5 maggio, si costituisce a Roma l’Associazione Nazionale Costruttori Edili, federando le esperienze nate nelle province liberate.
- Anni ‘50 | La Cassa Edile di Firenze si struttura. Il welfare di settore diventa norma contrattuale, superando la logica del mutuo soccorso.
- 1966 | L’Arno decide di riprendersi la città. Mentre la politica discute, le imprese dell’ANCE mettono in moto le ruspe.
- Oggi | Il nemico non sono più le bombe o l’alluvione, ma la burocrazia e gli effetti di una situazione geopolitica che, tra conflitti in corso, nuovi dazi e catene di approvvigionamento sotto pressione, ha fatto lievitare i costi dei materiali da costruzione di oltre il 20% rispetto ai livelli pre-pandemia. Il bugnato dei palazzi fiorentini, solido e sporgente, deve fare i conti con le possibilità inimmaginabili dell’AI e le scadenze del PNRR. Il mestiere è cambiato, ma l’istinto è lo stesso del 1944: quello di chi sa che, alla fine della giornata, l’unica cosa che conta è che la casa stia su.